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Studio dell'Avvocato Giuseppe Pipicella
Parliamone

Area di attività

Energia, comunità energetiche rinnovabili (CER) e dei cittadini (CEC)

Ci occupiamo di comunità energetiche rinnovabili e dei cittadini, autoconsumo collettivo e contratti per impianti rinnovabili: costituzione, governance e rapporti tra i partecipanti.

Le CER sono nate come strumento di politica energetica e vengono spesso trattate come un progetto tecnico. In realtà sono soggetti giuridici con soci, organi, contratti e flussi economici da ripartire tra parti con interessi diversi: chi mette il tetto, chi mette il capitale, chi consuma, chi gestisce. Le tensioni arrivano quando arrivano gli incentivi.

Progettiamo la configurazione dal punto di vista societario e contrattuale: forma giuridica, statuto, regolamento di ripartizione, contratti con produttori e consumatori, rapporti con il gestore dei servizi energetici e con gli enti locali coinvolti.

CER e CEC: due strumenti che non si equivalgono

Le sigle si somigliano e vengono usate come sinonimi, ma la comunità energetica rinnovabile (CER) e la comunità energetica dei cittadini (CEC) nascono da due direttive europee diverse e sono state recepite in Italia con due decreti distinti: la CER dalla disciplina di attuazione della direttiva sulle rinnovabili, la CEC da quella sul mercato interno dell'energia elettrica. La differenza non è nominale: cambia cosa la comunità può fare e cosa può ottenere.

  • Fonte: la CER condivide solo energia da fonti rinnovabili; la CEC è neutra rispetto alla tecnologia e riguarda l'energia elettrica comunque prodotta.
  • Perimetro: la CER richiede che produzione e consumo insistano sulla stessa porzione di rete; la CEC non ha lo stesso vincolo territoriale.
  • Attività: la CEC può spingersi oltre la condivisione, fino alla fornitura e ai servizi di efficienza e di ricarica, con gli obblighi che ne derivano.
  • Incentivo: al meccanismo di premio sull'energia rinnovabile condivisa accede la configurazione rinnovabile, non la CEC in quanto tale.

La scelta si fa prima di costituire il soggetto, perché determina statuto, perimetro dei membri e piano economico. Rifarla dopo significa sciogliere e ricostituire.

Le decisioni che vanno prese all'inizio

  • Forma giuridica: associazione, cooperativa o consorzio cambiano governance, responsabilità e fiscalità.
  • Criterio di ripartizione: in proporzione all'energia condivisa, ai consumi, alle quote o in modo misto.
  • Chi finanzia l'impianto e come rientra dell'investimento nel tempo.
  • Ingresso e uscita dei membri: cosa succede quando un'impresa membro chiude o cambia sede.
  • Titolarità degli impianti e destino dei beni al termine della configurazione.

Domande frequenti

Energia, CER e CEC: le domande che ci fanno più spesso

Che forma giuridica deve avere una CER?

La normativa richiede un soggetto giuridico autonomo, a controllo dei membri, il cui scopo prevalente non sia il profitto finanziario ma i benefici ambientali, economici e sociali per i partecipanti e per il territorio. Le forme più utilizzate sono l'associazione riconosciuta, la cooperativa e il consorzio. La scelta dipende da chi partecipa, da come si finanzia l'investimento e dal livello di governance che si vuole dare ai membri.

Chi incassa gli incentivi in una comunità energetica?

Il contributo per l'energia condivisa viene erogato al referente della configurazione, che è il soggetto giuridico della CER, e da lì viene ripartito tra i membri secondo il criterio stabilito nel regolamento interno. È esattamente il punto su cui nascono i conflitti: il criterio di ripartizione va definito in modo analitico prima dell'avvio, e deve prevedere cosa accade se i consumi effettivi si discostano da quelli previsti.

Che differenza c'è tra CER e CEC?

La comunità energetica rinnovabile (CER) discende dalla direttiva europea sulle fonti rinnovabili e condivide esclusivamente energia rinnovabile, con il vincolo che produzione e consumo insistano sulla stessa porzione di rete: è la configurazione che accede al meccanismo di premio sull'energia condivisa. La comunità energetica dei cittadini (CEC) discende dalla direttiva sul mercato interno dell'energia elettrica, è neutra rispetto alla fonte, non ha lo stesso vincolo territoriale e può svolgere anche attività di fornitura e di servizio, ma non accede in quanto tale allo stesso incentivo. La scelta tra le due dipende da chi partecipa, da dove si trova e da che cosa la comunità deve fare oltre a condividere energia.

Un'impresa può far parte di una CER?

Sì. Possono aderire persone fisiche, piccole e medie imprese, enti territoriali, autorità locali, enti di ricerca e formazione, enti religiosi e del terzo settore. Per le imprese vale un limite di sostanza: la partecipazione alla comunità non deve costituire l'attività commerciale o industriale principale. Restano inoltre da rispettare i vincoli tecnici sulla connessione alla medesima cabina primaria.

Hai un'impresa? Parliamo di come proteggerla e farla crescere.

Il momento giusto per chiamare un avvocato è prima di averne bisogno. Un primo confronto serve a capire se e come possiamo essere utili: non impegna a nulla.